La guida difensiva
Non passa giorno senza leggere sui giornali notizie dove il tamponamento è causato dalla nebbia killer, dall'asfalto viscido, dalll'albero assassino, ecc. ecc. Quasi mai si ha il coraggio di scrivere che se vi sono persone proiettate fuori dalla macchina dopo un urto, sicuramente queste non indossavano le cinture di sicurezza; che se in autostrada avviene un tamponamento a catena la colpa è dei conducenti che non sanno regolarsi; che se si finisce fuori strada è perchè c’è ancora chi crede che sul bagnato o sull’ asciutto l'aderenza dei pneumatici sia la stessa.
L'UOMO - LA STRADA - IL VEICOLO
Sono questi gli elementi chiave su cui occorre basarsi per vincere la sfida della sicurezza stradale. L' importanza è diversa, ma con la gerarchia indiscutibile. Alla guida ci sentiamo tutti dei fenomeni, ma sono i fenomeni che ci condizionano: quelli fisici condizionano l'auto, quelli fisiologici condizionano noi. L'industria automobilistica negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante: l’elettronica, oggi, gestisce la trazione, la frenata, la stabilità del veicolo. L'unico elemento che non è progredito è l'uomo. Negli incidenti che si verificano in Italia (fonte Istat), il 90% della responsabilità è del conducente. A cosa serve avere otto airbag se guidiamo senza allacciare le cinture di sicurezza? A cosa serve avere un’auto all’avanguardia se ignoriamo completamente i principi dinamici del suo comportamento? Tra il saper guidare e la padronanza del mezzo c'è qualcosa di più dell'abilità: c'è proprio la fisica. In ogni azione compiuta al volante (o al manubrio) entrano in gioco le suevleggi, proprio quelle che ci hanno spiegato a scuola e che abbiamo tanto odiato. Superati certi limiti anche l’auto più tecnologica è impotente nell’evitare il peggio.
Le Autoscuole Seat, consapevoli che la maggior parte dei neopatentati viene addestrata esclusivamente per affrontare la prova d'esame, hanno istituito dei mini corsi di guida sicura per completare la preparazione dei propri allievi:
“Noi non abbiamo la presunzione di formare dei conducenti modello, ma siamo sicuri che i nostri ragazzi hanno capito che non è con le sensazioni che si guida nella strada, ma con la coscienza dei propri limiti. Troppo spesso ci si dimentica che molte formule di fisica non servono solo a farci sentire più intelligenti, ma a provare che lo siamo davvero”.

